La rete

Il protocollo

Nel 2020 gli otto musei aderenti stipulano un protocollo d’intesa che stabilisce gli obbiettivi e le finalità della rete, così come le modalità per poter entrare a farne parte. In questo documento, con il quale la rete si presenta alla Regione e al Servizio Patrimonio Regionale, sono descritti la struttura del progetto, la sua durata e le modalità di comunicazione e promozione adottate dalla rete.

Il manifesto

10 punti per la rete
  • 1. Diffondere la cultura della figura

    I partner del progetto ReTeFì riconoscono l’importanza della valorizzazione del patrimonio del teatro di figura delle collezioni ospitate nei rispettivi Musei e condividono una serie di buone pratiche in un aiuto reciproco sia nella realizzazione degli standard qualitativi della Regione Emilia-Romagna, sia nella promozione della Cultura della Figura. Per questo oltre ad un sostegno reciproco nella divulgazione delle iniziative dei singoli musei, lavorano per creare sempre nuove occasioni per diffondere la conoscenza e la diffusione dell’arte del Teatro di Figura in progetti di rete. Consapevoli della necessità di affiancare alla normale esposizione attività laboratoriali e di spettacolo dal vivo, che per la natura stessa e l’atipicità di un museo teatrale, non possono da esso essere distinti.

  • 2. Creare interconnessioni e relazioni fra i patrimoni

    In una realtà museale in movimento si rende sempre più necessaria un’opera di condivisione dei patrimoni documentali. Il corpus dei musei componenti ReTeFì rende conto di materiali “storici” e “contemporanei” costruiti e agiti per produzioni che vanno dalla fine del XVII secolo ai giorni nostri e che sottendono a diverse tecniche di animazione e poetiche teatrali. Il confronto fra i vari patrimoni dovrà quindi avvenire all’interno di una ricerca che porti in evidenza quelle possibili connessioni tra gli oggetti e le loro finalità. Scelte metodologiche di interconnessione e di relazione fra i patrimoni potranno, inoltre, trasformarsi in efficaci veicoli comunicativi, per facilitare una sempre più ampia possibilità di conseguimento della mission istituzionale, nonché la massima operatività e funzionalità sul versante economico. 

  • 3. Ampliare le ricerche e gli studi sul teatro di figura

    La possibilità di agire in ReTeFì soddisfa la necessità di procedere a più esaustive campagne di studio e di ricerca, utili da un lato a favorire una maggiore conoscenza territoriale delle tematiche affrontate, e dall’altro a condurre alla realizzazione di esperienze culturali a più ampio respiro. La ricerca, lo studio e la condivisione delle fonti documentarie dovrà coinvolgere non soltanto i musei aderenti con i loro patrimoni e le loro potenzialità, ma anche le diverse realtà museali e archivistiche esistenti in ambiti regionali ed extraregionali qualora siano presenti materiali di interesse regionale in un rapporto organico di condivisione degli scopi. Studi e ricerche potranno condursi anche attraverso differenziate linee metodologiche, discusse e condivise all’interno della ReTeFì. Le campagne di ricerca saranno aperte alla collaborazione con il mondo accademico, enti, istituzioni, realtà associative e ricercatori privati.

  • 4. Promuovere il consolidamento e la crescita di un pubblico consapevole

    Attraverso la programmazione di mostre tematiche, laboratori di costruzione, seminari, incontri letterari a tema, programmazione di spettacoli e condivisione di processi creativi con le comunità di riferimento, ReTeFì, proporrà progetti e azioni formative per il consolidamento e la crescita di spettatori e spettatrici, con particolare riguardo alle nuove generazioni, ma senza trascurare chi frequenta già assiduamente i musei, allo scopo di formare un pubblico che possa accedere con più consapevolezza. Tutto questo si realizzerà anche attraverso progetti specifici rivolti alle scuole e alle famiglie, con attività dedicate e specifici percorsi di approfondimento.

  • 5. Valorizzazione del patrimonio a livello regionale creando dei percorsi culturali e turistici

    ReTeFì si impegnerà a costruire e incentivare percorsi turistico-culturali che mettano in relazione i vari musei e i luoghi di residenza anche e soprattutto legandosi ad eventi e manifestazioni turistiche di carattere regionale, nazionale e internazionale. ReTeFì ritiene fondamentale per la diffusione e lo sviluppo di nuovi pubblici la sinergia con i percorsi turistici, naturalistici, enogastronomici, storico-archeologici. ReTeFì, anche su espressa richiesta della Regione Emilia-Romagna, sarà disponibile a costruire percorsi turistico, culturali ed eno-gastronomici, per la valorizzazione dei sapori regionali, che i protagonisti del teatro dei burattini e delle figure, spesso richiamano nei loro testi.

  • 6. Studiare standard conservativi e di restauro appropriati al settore

    La conservazione di oggetti teatrali, che in qualche modo prevedono un’animazione, abbraccia un’ampia gamma di materiali di diversa natura: sintetici, organici, nuovi e di recupero. Andando oltre agli standard conservativi minimi, ReTeFì si impegnerà nello studio e nella ricerca di metodologie conservative e di restauro specifiche e adatte all’uso, nell’ottica di un restauro di tipo conservativo. Qualora la Regione Emilia-Romagna lo ritenesse opportuno, ReTeFì metterà a disposizione il proprio know how a supporto delle operazioni di restauro.

  • 7. Lavorare insieme per il raggiungimento degli standard di qualità regionali

    ReTeFì, consapevole che il raggiungimento degli standard di qualità indicati dalla Regione comporta un impiego non indifferente di risorse economiche ed umane, si impegnerà al raggiungimento dei suddetti standard da parte di tutti i musei aderenti, affinché essi si riflettano in modo benefico sia sui visitatori, sia su coloro che lavorano all’interno delle strutture stesse.

  • 8. Museo dinamico

    ReTeFì crede fermamente nei concetti stabiliti dall’ultimo protocollo di Kyoto che vedono il museo come un luogo “dove stare bene” e per questo ritengono che l’appeal di un museo sia dato dalle sue attività, siano esse di ricerca, di conservazione, di valorizzazione o di diffusione del patrimonio della Figura. Il museo per i partner di ReTeFì dovrà essere un luogo accogliente dove il visitatore possa sperimentare e approfondire le sue conoscenze in una modalità dinamica e interattiva.

  • 9. Rapporto con le università e i centri di studio

    I membri di ReTeFì supportano e incoraggiano ricerche e studi sul Teatro di Figura mettendo a disposizione i materiali cartacei e documentari presenti negli archivi dei Musei aderenti, siano essi di proprietà pubblica o privata. ReTeFì lavorerà alla promozione dell’arte della Figura in ambito accademico auspicando progettualità sempre più strette con gli atenei della Regione. ReTeFì si impegnerà, inoltre, a collaborare alla diffusione in ambito accademico di questa tematica composta da più discipline: dalla storia dell’Arte dell’animazione, alla redazione di copioni, alla costruzione e all’uso di oggetti che propongono un linguaggio diverso da quello comune, all’uso della figura come aiuto nel recupero di casi fragili. ReTeFì incentiverà Il rapporto con altri Centri di Studio sul Teatro di Figura nazionali e non, che è importante per tutto ciò che concerne l’Arte dell’Animazione, diventerebbe un’ulteriore credenziale nel momento del dialogo con le istituzioni.

  • 10. Conservare e diffondere la cultura della figura

    Fondamentali sono, per la ReTeFì, la conservazione e la divulgazione culturale, in senso generale e specifico, della Figura e del suo Teatro. Lo studio e la realizzazione di azioni comuni volte al raggiungimento di questa mission sono prioritari, in quanto strettamente correlati ad una sempre maggiore opera conservativa e di diffusione di forme teatrali, storiche e contemporanee, che hanno rivestito e rivestono tuttora una fondamentale funzione nel consesso culturale regionale, nazionale e internazionale. In tale prospettiva, si ritiene indispensabile la loro valorizzazione a ogni livello, avendo, come necessarie basi comuni, ambiti locali e regionali, con patrimoni immateriali di provata, eccelsa rilevanza culturale proiettati decisamente verso il futuro. Le azioni da compiersi vanno in un’ottica valutativa e di studi in forma congiunta, fermo restando, per ogni struttura museale, le proprie autonomie comunicative e organizzative interne.