I musei

Piacenza

Spazio Luzzati

Dal sodalizio artistico con Lele Luzzati nascono diversi spettacoli di Teatro Gioco Vita e prestigiose occasioni di collaborazione, a partire dalla prima creazione di teatro d’ombre “Il Barone di Münchausen” (1978). Il progetto riprende l’esperienza della mostra/spettacolo di Teatro Gioco Vita “Un mondo di figure d’ombra – Omaggio a Lele Luzzati” realizzata per la prima volta a Piacenza nel 1994/1995 e ripresa in varie città italiane (tra cui Ferrara, Genova, Milano, Modena e Roma), e poi in Francia, Portogallo e Spagna. Ma lo Spazio Luzzati è molto di più. Oltre ai materiali relativi agli spettacoli d’ombre che Teatro Gioco Vita ha realizzato con lui dal 1978, ci sono le creazioni che Lele ha donato per le rassegne e le attività sul territorio di Piacenza: manifesti, locandine, disegni, plastici. Un patrimonio originale, unico e prezioso, in uno spazio permanente in cui è possibile valorizzarlo al meglio rendendolo fruibile a tutto il pubblico.


Parma

Castello dei Burattini / Museo Giordano Ferrari

Il Castello dei Burattini/Museo Giordano Ferrari è un museo civico di Parma inaugurato nel marzo 2002; fondato sulla collezione del burattinaio Giordano Ferrari (Parma 1905–1987) che comprende circa 1500 pezzi tra burattini, marionette e teste, nonché un imponente archivio cartaceo, nel corso degli anni ha ampliato il proprio patrimonio grazie a donazioni effettuate da altri collezionisti o da operatori del teatro di figura. Il percorso museale, in cui sono esposti a rotazione pluriennale circa 400 pezzi, è arricchito da manifesti storici, scenografie e fondali e corredato da pannelli esplicativi in quattro lingue. L’ingresso è gratuito, così come le visite guidate e la visione delle dimostrazioni della compagnia I Burattini dei Ferrari. L’annesso Centro Studi consente, su appuntamento, l’accesso ai documenti al fine di studio e ricerche. Il museo inoltre organizza laboratori indirizzati agli alunni delle scuole primarie e rassegne di teatro di figura in collaborazione con altri enti.


Cavriago (Reggio Emilia)

La Casa dei Burattini di Otello Sarzi

La Fondazione Famiglia Sarzi si costituisce nel luglio del 1996 per volontà di Otello Sarzi, grande burattinaio e instancabile sperimentatore di origine mantovana. Fino ad oggi la Fondazione ha portato avanti la sua attività, organizzando e promuovendo iniziative culturali, spettacoli e laboratori per le scuole, installazioni museali, impegnandosi al contempo nella tutela e valorizzazione del suo cospicuo patrimonio artistico, costituito da burattini, pupazzi, marionette sperimentali, oggetti di scena e scenografie, eredità di Otello e Gigliola Sarzi Madidini e dei loro storici collaboratori. Nella sede della Fondazione si trova “La casa dei Burattini di Otello Sarzi” che è stata inaugurata nel giugno 2019. La visita è un incontro con lo stupore e la fantasia di un mondo, dove favola, sogno e immaginazione vi circondano e vi affascinano. Per alcuni sarà come un viaggio nel tempo della loro fanciullezza, per i giovani la scoperta di un’arte raffinata, dove la concretezza e il sogno si vedono realizzati. Installazioni video consentono la visione di spettacoli originali e filmati che spiegano la lunga tradizione del teatro di figura. Vi accoglieremo con una visita guidata, nella quale vi illustreremo quanto esposto, con ricchezza di particolari e aneddoti.


Ferrara

MAF Centro Documentazione
del Mondo Agricolo Ferrarese

Il MAF è un museo etnografico che ha sede a San Bartolomeo in Bosco, frazione di Ferrara. In locali appositamente ristrutturati ha ricostruito fedelmente vari aspetti del mondo delle campagne ferraresi e padane in genere tra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900, dalla meccanizzazione agricola alla casa rurale, dalle attività nel borgo alla frutticoltura, dalla devozione popolare ai mestieri ambulanti, dai giochi d’infanzia ai cicli lavorativi. In una specifica sezione sono allestiti, dalla metà degli anni ’80 del secolo scorso, due atelier di burattinai, di proprietà del Comune di Ferrara, che costituiscono la prima organica esperienza espositiva legata al Teatro di Figura in un museo etnografico emiliano-romagnolo. Si tratta, in specifico, di burattini, teatrini, fondali, oggetti di scena, abiti, canovacci e copioni dei burattinai Ettore Forni e Pompeo Gandolfi, di scuola bolognese. Dal 2005, al MAF si assegna il Premio Nazionale “Ribalte di Fantasia” per copioni inediti del Teatro dei Burattini, fondato nel 1988 dal Teatro Setaccio Burattini e Marionette di Otello Sarzi e dalla rivista “Il Cantastorie”, diretta da Giorgio Vezzani.


Crevalcore (Bologna)

Museo dei Burattini “Leo Preti”

Definito il “museo dei burattini più piccolo del mondo”, il Museo Leo Preti di Crevalcore comprende un centinaio di maschere, diavoli, animali, maghi, streghe, fate e gentildonne, prodotti dal burattinaio crevalcorese Leo Preti e una ricca collezione di fondali, molti dei quali opera di Otello Giovanoli. Seguendo la tradizione di famiglia inaugurata nei primi decenni del 1800 dal capostipite Giulio, il crevalcorese Leo Preti (1903 – 1969) divenne ben presto un valente burattinaio. Attivo sulle piazze di gran parte dell’Emilia, seppe suscitare ovunque l’entusiasmo di grandi e piccini con le teste di legno mentre la moglie Guglielma, che da lui aveva appreso il mestiere, si dedicava alla creazione dei costumi. Un’attenzione particolare va dedicata alla famiglia Pavironica, formata dagli insostituibili Sandrone, Pulonia e Sgurgheguèl, che abilmente animati da burattinai in sempre nuove storie hanno contribuito a fare di questa forma di spettacolo una vera e propria tradizione culturale viva ancora oggi. Il 15 maggio 2021 è stato inaugurato un nuovo allestimento, realizzato con il cofinanziamento della Regione Emilia-Romagna.


Budrio (Bologna)

Museo dei Burattini /
Collezione Zanella-Pasqualini

La preziosa collezione museale del Teatrino dell’ES, la cui raccolta iniziò nel 1979, nel 2000 diviene “Museo dei Burattini – Collezione Zanella/Pasqualini” per Bologna Capitale Europea della Cultura, successivamente riconosciuto come “Museo di Qualità”. Essa si trova presso la Casina del ‘400, ricevuta in comodato gratuito dal Comune di Budrio (BO) con una convenzione di 50 anni.
All’interno delle quattro ampie sale, nelle numerose vetrine sono esposti circa 400 pezzi, fra burattini, marionette, pupi ed ombre, ed ancora, baracche, cappelli, vestitini, oggetti e documenti cartacei come manoscritti, scenografie e manifesti; a rotazione espositiva sono accolti altri materiali degli oltre 30000 componenti la collezione, per stimolare il pubblico a ritornare in visita i un luogo in grado di dimostrarsi sempre vivo e differente.


Ravenna

Museo La Casa delle Marionette

ll Museo La casa delle Marionette è situato nel cuore della città di Ravenna e custodisce la preziosa Collezione Monticelli, un insieme di materiali di spettacolo appartenenti alla tradizione italiana del teatro di marionette e burattini a partire dal 1840. La Famiglia Monticelli, in arte Teatro del Drago, è uno dei custodi dell’arte del Teatro di Figura del nostro Paese: grazie a cinque generazioni ininterrotte di teatranti. La collezione è composta da 63 marionette, 150 burattini, 132 scenografie, 150 copioni manoscritti e numeroso materiale di tournée. Teatro del Drago, oltre a custodire i segreti del teatro tradizionale, è anche ideatore e promotore di iniziative sempre nuove per rinnovare e far crescere il desiderio di conoscenza sia dei più piccoli che degli adulti. La Casa delle Marionette organizza visite guidate alle collezioni, spettacoli di burattini tradizionali dell’Emilia-Romagna, laboratori di costruzione di burattini, marionette, pupazzi e materiali scenografici, corsi di aggiornamento per insegnanti sul teatro di figura e percorsi tematici tra le attività che rendono vivo questo piccolo Museo di spettacolo.


Santarcangelo di Romagna (Rimini)

MET Museo degli Usi e Costumi
della Gente di Romagna

Capostipite della Famiglia Salici-Stignani fu Ferdinando Nicola Salici, nato attorno al 1840, originario di Menaggio, piccolo paese sul lago di Como. Ebbe nove figli, tra cui Enrico, che raccolse la vera eredità marionettistica, lasciando la compagnia del padre per creare i Fantocci lirici dei Salici. Fu la sorella Luigia a permettere l’unione con gli Stignani, quando sposò Giovanni Stignani con cui fondò il Teatro minimo Salici-Stignani. Le marionette a filo divennero burattette, cioè marionette mosse dal basso per mezzo di un bastone. La compagnia si ritira definitivamente nel 1974 e lascia la collezione di più di 300 pezzi tra marionette, burattini e burattette, oltre che
oggetti e fondali di scena, a Tinìn Mantegazza. Anni dopo il Museo etnografico di Santarcangelo la acquisirà affinché il patrimonio potesse essere conservato e fruibile. Una particolarità di questa collezione sono gli abiti per le burattette, realizzati tra la metà dell’Ottocento ed il primo Novecento con stoffe pregiate nuove o di risulta, e con grandissima attenzione ai particolari.